Il nostro punto di vista

Da un approccio miope ad una gestione consapevole del turismo en plein air: avvio all’Osservatorio del Plein Air!

Dopo una lunga incubazione il “nostro” progetto vede finalmente la luce e … con grande orgoglio ve lo presento!

La passione per il turismo e nello specifico per il plein air ha ormai una lunga storia … maturata con i viaggi prima e per lavoro poi, ai quali si è aggiunta la passione e la voglia di approfondire la conoscenza di un settore così affascinante e nel contempo così sconosciuto.

Ma perché un Osservatorio sul plein air?

Il Turismo en plein air, più comunemente detto anche semplicemente “plein air”, è una tipologia di turismo che conta numeri importanti, sono quasi 6 milioni i viaggiatori all’anno in Italia, e numerose sono ormai anche le riviste per non parlare dei siti web e forum che se ne occupano. Il punto di vista fino ad ora trattato ha tuttavia sempre riguardato “il viaggiatore”: i veicoli ricreazionali migliori, le più recenti attrezzature per il campeggio, le località ed i viaggi consigliati, i campeggi e/o le aree sosta suggerite. Nessuno ha mai invece fatto una riflessione su ciò che accade a monte, ossia sull’organizzazione e la strutturazione dell’accoglienza dei turisti en plein air e, ancora di più, per il turismo in camper. Non sempre viene attribuita a questa tipologia di turismo un’adeguata importanza, tanto che è infatti spesso considerata come una modalità “povera” del fare vacanza o di carattere residuale. Talvolta addirittura in antitesi o “sostitutiva”, e pertanto concorrenziale, alle tipologie di ospitalità tradizionali. Il risultato che ne emerge è un turismo spontaneo, transitorio (magari legato a particolari eventi o iniziative sul territorio), che nasce dalla domanda ma che non trova spesso l’adeguata accoglienza ed attenzione. Dal lato dell’offerta tale forma di turismo appare infatti disorganizzata, episodica, slegata rispetto ai contesti di riferimento e inadeguata alle esigenze di una domanda che invece vorrebbe una maggiore sistematicità.

Molto probabilmente, nella maggior parte dei casi i vari territori non hanno sempre ben compreso le effettive potenzialità del turismo plein air,  reagendo pertanto a volte con spirito di repressione (accompagnata dalla paura della concorrenza nei confronti delle strutture ricettive tradizionali) mediante vincoli, divieti e restrizioni, o spesso lasciandolo “vegetare” in modo spontaneo e non organico. Ma la scelta di porre semplicemente dei divieti o la scelta di “non gestione” non porta benefici per nessuno!

Allora perchè non cavalcarne le opportunità che un turismo che coinvolge oltre 3 milioni di italiani e 2,6 milioni di stranieri comporta? Che genera in Italia una spesa complessiva di oltre 2,6 miliardi di euro all’anno? Che ama viaggiare e vivere la vacanza a stretto contatto con la natura e la cultura dei luoghi visitati, lontano dalle destinazioni di massa e dal turismo stanziale? Che si adatta ad ogni destinazione, non ha stagionalità e non ha impatti ambientali negativi? Che è spesso  attratto dagli eventi, dalle produzioni agricole (vini, formaggi, olio, dolci, ecc.) ed artigianali proprie del territorio? Siamo sicuri di non volerlo sviluppare e gestire solo per una semplice miopia?

Da queste riflessioni è nata l’idea di realizzare un Osservatorio del Plein Air, con l’obiettivo di “dar voce” e di attribuire la corretta rilevanza ad un fenomeno spesso bistrattato, nonchè offrire uno spazio adeguato di analisi, riflessione e confronto sul fenomeno. Un portale che possa diventare, ci auguriamo, un punto di riferimento da cui partire per acquisire le conoscenze di base del turismo in camper e della mobilità intesa in senso lato. Un “luogo virtuale” dove trovano spazio informazioni, aggiornamenti sulle ultime novità del settore e casi di buone pratiche di quei territori o di quelle esperienze imprenditoriali che hanno saputo coglierne le opportunità. Un collettore di notizie che possa essere utile agli operatori del settore turistico, sia pubblici che privati, per organizzare un adeguato servizio di accoglienza dei turisti plein air e nel contempo valorizzare e promuovere i propri territori.

Buona lettura,

Daniela Cini